Il Parent Coach è un professionista che, attraverso la metodologia del coaching, aiuta i genitori a sviluppare consapevolezza, equilibrio e strumenti relazionali efficaci per vivere la genitorialità in modo più sereno e consapevole.
Il parent coach lavora per favorire la crescita personale del genitore e il benessere dell’intero nucleo familiare, aiutando a migliorare la comunicazione, la gestione delle emozioni e la relazione con i figli.
Chi è il parent coach professionista
Il parent coach è un facilitatore di consapevolezza e cambiamento: accompagna i genitori a scoprire e valorizzare le proprie risorse, migliorare la comunicazione con i figli e affrontare le sfide educative quotidiane con maggiore sicurezza.
Si può definire parent coach professionista chi ha seguito un percorso formativo strutturato secondo determinati standard, è in regola con l’aggiornamento formativo, ha sviluppato competenze distintive nel coaching genitoriale ed è iscritto ad almeno una organizzazione professionale di coaching riconosciuta.
Cosa fa un parent coach
Il parent coach aiuta i genitori a ritrovare equilibrio, chiarezza e fiducia nel proprio ruolo.
Attraverso sessioni di coaching, stimola la riflessione e favorisce la costruzione di strategie concrete per migliorare la relazione familiare.
Le sue attività includono:
- favorire una comunicazione efficace con i figli e tra i partner;
- gestire conflitti familiari in modo costruttivo;
- rafforzare autostima e fiducia genitoriale;
- migliorare la gestione dello stress quotidiano;
- promuovere l’empatia e l’ascolto attivo;
- sostenere i genitori nella definizione di valori e obiettivi familiari;
- aiutare a creare un ambiente domestico più sereno e collaborativo.
Il parent coaching si basa su una relazione di fiducia, centrata sul presente e sul futuro, orientata alla crescita e alla valorizzazione del potenziale del genitore, senza giudizio o prescrizione.
Cosa non fa un parent coach
È importante chiarire cosa non fa un parent coach.
Il parent coach:
- non è uno psicologo e non tratta disturbi mentali o emotivi;
- non è un counselor o un consulente familiare, quindi non fornisce consigli o soluzioni preconfezionate;
- non lavora sul passato o sul disagio, ma sul presente e sul futuro;
- non fa diagnosi, non cura patologie e non sostituisce la terapia.
Il parent coach si concentra sul potenziamento delle risorse già esistenti, aiutando i genitori a migliorare il proprio mindset, a individuare nuove prospettive e ad attuare cambiamenti concreti nella quotidianità familiare.
Quanto guadagna un parent coach
Il guadagno di un parent coach può variare notevolmente in base all’esperienza e al mercato in cui opera.
Il reddito medio annuo per un parent coach professionista in Italia è di € 30.000,00. Tuttavia, come scritto sopra, il reddito varia notevolmente a seconda del livello di esperienza e del tipo di coaching che offre.
In media, si stima che un mental coach con poca esperienza non possa chiedere più di 50-70 euro l’ora, ma uno con più di 5 anni di esperienza può arrivare anche a 150-200 euro all’ora.
Molti parent coach lavorano come liberi professionisti, offrendo percorsi individuali, di coppia o di gruppo, anche online.
I coach più esperti e rinomati, tuttavia, possono chiedere anche cifre superiori.
Qual è la normativa dei parent coach
Il Coaching è una professione intellettuale non regolamentata.
E’ priva, quindi, di un Ordine professionale e lo Stato non ne detta i requisiti minimi per il suo esercizio, differentemente da quanto avviene per le così dette professioni regolamentate in Ordini e Collegi (psicologo, architetto, medico, ingegnere, avvocato, ecc.).
Tuttavia, esiste una normativa che regolamenta il coaching.
La normativa dei coach è la Legge 14 gennaio 2013, n. 4 (G.U. n.22 del 26.01.2013 – Disposizioni in materia di Professioni non organizzate) e la Norma tecnica UNI 11601-2015 “Coaching – Definizione, classificazione, caratteristiche e requisiti del servizio”.
La Legge 14 gennaio 2013, n. 4 ha voluto inquadrare quelle professioni il cui esercizio non è vincolato al possesso di alcun requisito o di specifica formazione, se non quelli stabiliti dal Codice civile italiano e/o da eventuali norme. Quindi, è una legge a cui si rifanno tutte quelle professione che non hanno un albo o un ordine professionale.
La Norma tecnica UNI 11601-2015, invece, definisce il Servizio di Coaching, i parametri e le caratteristiche del coaching.
Infine, vi sono le organizzazioni nazionali (Asso.Co.Pro., AICP, ICF) che puntano a definire le competenze distintive del coach, a fornire aggiornamento formativo obbligatorio e a monitorare sugli standard minimi di qualità.
Quali sono le organizzazioni nazionali di coaching
In Italia, alcune delle principali organizzazioni nazionali di coaching sono: ASSO.CO.PRO. (Associazione Coach Professionisti); AICP (Associazione Italiana Coach Professionisti); ICF (International Coach Federation)
Tutte queste organizzazioni sono impegnate a tutelare la professionalità del coach, a garantire che i coach abbiano determinate competenze distintive e siano in regola con l’aggiornamento formativo.
Ovviamente, ogni organizzazione si contraddistingue per alcune peculiarità.
L’Associazione Coach Professionisti (Asso.Co.Pro.), per esempio, è l’unica organizzazione che offre ai propri associati un percorso annuale di avviamento alla professione del coaching e organizza degli incontri virtuali per favorire l’incontro tra coach e coachee.
Ti suggeriamo di visitare i rispettivi siti web per approfondire l’argomento.
Quanti tipi di coaching esistono
Esistono diversi tipi di coaching.
Le principali organizzazioni di coaching in Italia, tendono a raggruppare le diverse tipologie di coaching in tre aree principali: Life (focalizzato sul miglioramento personale e sulla realizzazione di obiettivi di vita), Sport (dedicato agli atleti per migliorare le performance sportive) e Business (orientato al miglioramento delle performance aziendali e professionali).
La Norma UNI 11601-2015 individua 10 tipi di coaching:
- Business: valorizzare e potenziare le competenze di persone implicate nei risultati di business, in piani di start up, nella gestione di piccole e medie imprese come imprenditori, general management, responsabili di business unit, liberi professionisti;
- Career: accelerare lo sviluppo professionale e/o di carriera della persona, valorizzando e potenziando le competenze;
- Corporate: valorizzare e potenziare persone o ruoli sui quali l’organizzazione decide di investire (middle management, persone chiave, talenti);
- Executive: valorizzare e potenziare persone con responsabilità di direzione (amministratore delegato, direttore generale, direttori);
- Life: facilitare le persone a elaborare programmi concreti di autosviluppo ed autoefficacia verificabili attraverso obiettivi concreti;
- Parent: riconoscere e sviluppare le competenze genitoriali;
- Performance: migliorare le prestazioni nel contesto di riferimento;
- Sport: migliorare la prestazione sportiva;
- Targeted: sviluppare competenze specifiche;
- Teen: supportare gli adolescenti nella conoscenza di sè, delle proprie potenzialità e della propria visione futura.
Come diventare parent coach
Per diventare un parent coach, è fondamentale seguire un percorso di formazione specifico e con caratteristiche precise:
- durare almeno 60 ore
- deve essere un corso interattivo
- non deve essere un corso pre-registrato
- deve prevedere delle esercitazioni pratiche
- deve trasferire le competenze distintive del parent coach professionista
Ti suggeriamo di consultare direttamente le principali organizzazioni nazionali di coaching in Italia, come Asso.Co.Pro, AICP e ICF per verificare quali siano i corsi per diventare coach riconosciuti.
Successivamente, per operare come parent coach professionista dovrai iscriverti ad una delle organizzazioni nazionali di coaching per ricevere le tue credenziali, essere in regola con l’aggiornamento formativo continuo e offrire una maggiore tutela ai tuoi clienti.
Come scegliere un corso di parent coaching
Per scegliere un corso di parent coaching bisogna tenere conto sia della qualità del percorso formativo, sia delle proprie inclinazioni e preferenze.
Bisogna tenere in considerazione anche le proprie aspettative e le esigenze rispetto ad un percorso di questo tipo poiché l’ambito di lavoro è molto specifico.
Sicuramente tra i punti chiave nella scelta di un percorso di parent coaching ci sono: il riconoscimento della scuola da parte delle principali organizzazioni nazionali di coaching (basta visitare il loro sito e leggere l’elenco delle scuole riconosciute); programma didattico (consultare la brochure della scuola scelta permette di avere un’idea più chiara del percorso, delle caratteristiche e dell’approccio utilizzato); leggere le recensioni, le referenze e i feedback degli ex allievi.
La nostra Scuola di Parent Coaching è un corso riconosciuto da Asso.Co.Pro.
Quanto costa diventare parent coach
Il costo per diventare un parent coach può variare, ma generalmente si aggira tra i 2.000 e i 4.000 euro per un corso di formazione di alta qualità.
Il costo dipende dalla qualità dell’ente formativo, dagli anni di esperienza della scuola che offre il percorso formativo e dall’organizzazione dello stesso percorso.
Ovviamente, un percorso di almeno 60 ore formative, professionalizzante e riconosciuto dalle organizzazioni nazionali di coaching difficilmente potrà costare meno di 2 mila euro.
Il consiglio è di prestare molta attenzione alla qualità del percorso e alla veridicità delle informazioni offerte.
Quanto costa un’ora di coaching
Il prezzo di un’ora di coaching può variare in base all’esperienza del coach e alla sua specializzazione. Il range può variare tra i 50 e i 300 euro all’ora.
La variabilità dipende da molteplici fattori tra cui:
- l’esperienza del coach e le sue credenziali
- l’ambito di intervento
- il target del coach
Quindi, per stabilire quanto costa un’ora di coaching bisogna tenere conto di diverse variabili.
Perché andare da un parent coach
I genitori, siano alle prime armi o con esperienza, si rivolgono a un parent coach per diverse ragioni; tra i principali vantaggi può esserci quello di riuscire a sviluppare una mentalità genitoriale efficace, imparare a gestire lo stress e le emozioni legate alla genitorialità, e potenziare un approccio positivo e consapevole nel rapporto con i figli.
Il coaching genitoriale offre nuove sfide e il coach può aiutare a individuare schemi di comunicazione o comportamenti disfunzionali che potrebbero ostacolare la relazione familiare, valorizzando invece le risorse interiori e le competenze genitoriali.
Altri vantaggi possono essere: migliorare la qualità della relazione con i figli; sviluppo personale (per raggiungere obiettivi familiari e personali); supporto motivazionale (per mantenere alta la motivazione e la fiducia nel proprio ruolo di genitore).
In conclusione, lavorare come parent coach offre molte opportunità per chi desidera supportare le famiglie nel migliorare le dinamiche genitoriali e nel valorizzare il potenziale di genitori e figli. Questo richiede una preparazione adeguata, l’acquisizione di competenze specifiche di coaching genitoriale, ma anche abilità comunicative e di ascolto empatico. È fondamentale un impegno costante per rimanere aggiornati sulle migliori pratiche e metodologie.
All’interno del nostro percorso formativo, con la Scuola di Parent Coaching, abbiamo inserito tutti questi aspetti proprio perché crediamo fortemente nell’importanza del parent coaching nel contesto familiare. Siamo convinti che, sotto la guida attenta di un parent coach professionista, le famiglie possano superare momenti di difficoltà, rafforzare la fiducia reciproca e crescere insieme in modo armonioso e consapevole.